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Comunicato stampa - 27/05/2026

“Basket Bond Piemonte”: in Confindustria Cuneo il convegno per parlare di nuove opportunità di crescita per le piccole imprese

Focus sul nuovo modello regionale per l’accesso al mercato dei capitali grazie a una operazione di sistema che coinvolge quattro banche associate della provincia di Cuneo

Presso la Sala Michele Ferrero di Confindustria Cuneo, si è tenuto l’incontro dal titolo "Finanza per la crescita, il nuovo modello Basket Bond Piemonte". L’evento ha acceso i riflettori su uno strumento finanziario innovativo, progettato per accompagnare le piccole e medie imprese del territorio verso una gestione più evoluta e diversificata fonti di finanziamento.

 

Il Basket Bond Piemonte si configura come un’operazione di sistema che consente a più imprese di emettere minibond, poi raggruppati in un unico portafoglio. In questo modo anche le Pmi possono accedere al mercato dei capitali con costi più sostenibili, maggiore visibilità verso gli investitori istituzionali e una struttura finanziaria più adatta a sostenere progetti di innovazione, internazionalizzazione, sostenibilità e rafforzamento patrimoniale.

 

Ad aprire i lavori è stato Riccardo Preve, presidente del Comitato Piccola Industria di Confindustria Cuneo: «Il contesto attuale è caratterizzato da trasformazioni profonde: transizione energetica, digitalizzazione, tensioni geopolitiche, mutamenti degli equilibri economici globali e cambiamenti nelle catene di fornitura. In questo scenario, le Pmi hanno bisogno di strumenti moderni, flessibili e accessibili per sostenere gli investimenti, rafforzare la struttura patrimoniale e affrontare mercati sempre più evoluti. Il Basket Bond va esattamente in questa direzione: offre alle aziende l’opportunità di finanziare programmi di sviluppo, investimenti in nuove tecnologie, sostenibilità e internazionalizzazione».

 

La parte centrale del convegno ha approfondito i dettagli tecnici e i vantaggi competitivi dello strumento. Il nuovo modello regionale colma un vuoto rispetto ad altre aree del Paese che avevano già sperimentato programmi analoghi, introducendo una struttura più veloce e flessibile, costruita per adattarsi alle esigenze dinamiche delle imprese piemontesi.

 

Mario Alparone, direttore generale di Finpiemonte Spa, ha sottolineato il valore della regia territoriale dell’operazione: «Il ruolo di Finpiemonte è riuscire ad aggregare attorno a un’operazione innovativa soggetti diversi, pubblici e privati, dando sinergia e valore a questo insieme di persone. Se non avessimo messo insieme sforzi e interessi non saremmo riusciti a realizzare questo risultato. Abbiamo scelto di assistere le aziende con un contributo importante in termini di abbattimento dei costi di emissione e con una logica territoriale, coinvolgendo le banche del territorio».

 

L’operazione prevede una dimensione massima di 75 milioni di euro e un primo livello di operatività reso possibile dalla partecipazione di Finpiemonte, dagli investitori locali e dal ruolo di Mediocredito Centrale, sia come investitore istituzionale sia attraverso la garanzia del Fondo Centrale. La garanzia può coprire fino all’80% delle singole emissioni e fino al 25% del portafoglio complessivo.

 

Accanto alla struttura finanziaria, un elemento determinante è rappresentato dal bando regionale dedicato all’abbattimento dei costi di emissione. Le imprese possono beneficiare di un contributo a fondo perduto fino a 50.000 euro, elevabile a 60.000 euro nel caso di obbligazioni ESG-linked, con intensità di aiuto che può arrivare fino al 90% per le microimprese. Le risorse sono destinate a sostenere operazioni finalizzate a investimenti localizzati sul territorio piemontese.

 

Ad analizzare la struttura finanziaria e il supporto consulenziale necessario sono intervenuti Enrico Duranti, presidente di Adb-Corporate Advisory, e Matteo Bertolini, board member e direttore operativo SINLOC INVESTIMENTI SGR SpA. Durante l’approfondimento è stato evidenziato il carattere innovativo della scelta di utilizzare un fondo mobiliare chiuso, soluzione che consente di ridurre i tempi rispetto alla costituzione di società veicolo dedicata e di rendere più rapida l’operatività dello strumento.

 

A rendere il Basket Bond Piemonte una vera operazione di sistema è il coinvolgimento di quattro banche associate con sede e forte radicamento nella provincia di Cuneo. Elvio Curti, vicedirettore generale di Banca d’Alba, Alberto Lovera, responsabile coordinamento filiali di Bcc Cherasco, Alessandro Longo, responsabile area mercato e direttore commerciale di Banca Alpi Marittime e Luca Fusta, responsabile area imprese e crediti speciali di Banco Azzoaglio, hanno evidenziato la complementarità tra minibond e canale bancario, sottolineando come lo strumento possa rafforzare la pianificazione finanziaria delle imprese senza sostituirsi al rapporto con le banche.

 

La capillarità delle banche locali, unita alla presenza di partner tecnici e istituzionali, permette di tradurre uno strumento complesso in un’opportunità concreta e accessibile per le aziende cuneesi. Il Basket Bond, in particolare, può sostenere investimenti di medio-lungo periodo e accompagnare le imprese in percorsi di crescita strutturata.

 

Il valore dell’iniziativa è stato confermato dal racconto di chi ha già intrapreso questo percorso. Cristina Massucco, amministratore delegato di Massucco T. Srl, ha illustrato l’esperienza dell’azienda, nata nel 1961 e oggi attiva nel noleggio e nella vendita di macchine movimento terra, sollevamento, gru, frantumatori, autocarri e mezzi speciali: «Per noi il minibond, sottoscritto nel 2022, è stato uno strumento alternativo alla finanza tradizionale, trasparente e chiaro. Ci ha dato la possibilità di crescere ulteriormente nei nostri business, capitalizzare l’azienda, aumentare il fatturato e ampliare la presenza in Italia. L’unico inconveniente è il costo, ma oggi il sostegno della Regione Piemonte può diventare decisivo per rendere l’operazione più accessibile alle Pmi».

 

Andrea Mattio, business development manager di Scotta Spa, ha portato la testimonianza del gruppo di Villafalletto attivo nelle energie rinnovabili, con particolare specializzazione negli impianti idroelettrici chiavi in mano: «Il razionale era diversificare le fonti di finanziamento e sostenere il nostro piano di crescita e internazionalizzazione. Il minibond ci ha richiesto struttura, reportistica e cultura finanziaria, ma ciò che era obbligatorio è diventato consuetudine: un valore aggiunto che oggi rende l’azienda più pronta nel dialogo con banche e investitori».

 

Le case history hanno mostrato come il ricorso ai minibond non rappresenti soltanto un’operazione finanziaria, ma anche un acceleratore per investimenti, acquisizioni, apertura di nuove filiali, rafforzamento della presenza estera e consolidamento delle competenze manageriali interne.

 

In chiusura, Elena Boretto, direttore amministrativo finanziario di Confindustria Cuneo, che ha coordinato l’evento, ha richiamato il valore dell’accompagnamento alle imprese: «Rispetto ad altre esperienze di Basket Bond, il progetto presentato durante l’incontro presenta una struttura innovativa che meglio si adatta alle esigenze delle aziende e ai loro progetti di investimento. Inoltre, il contributo della Regione ad abbattimento dei costi sostenuti dalle imprese emittenti consente di superare uno dei principali ostacoli che caratterizzano gli strumenti di finanza complementare al canale bancario. Ci auguriamo che tale opportunità possa essere colta dalle imprese, soprattutto dalle PMI del territorio. Come Confindustria Cuneo restiamo a disposizione delle aziende come prima interfaccia, sia per un primo appuntamento conoscitivo sia per la messa in contatto con i referenti del progetto e per il supporto sul bando».

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